23/01/09

HOPE SWEET HOPE 2



... speriamo che l'america la smetta seriamente di esportare la democrazia.

HOPE SWEET HOPE

20/01/09


Cari concittadini, mi trovo qui oggi con l'umiltà per il compito che è davanti a noi. Ringrazio il presidente Bush per il servizio alla Nazione

Quarantatre americani hanno giurato prima di noi. Il compito che mi è stato affidato viene dal sacrificio dei nostri antenati. Il fatto che siamo nel mezzo di una crisi è ben noto, la Nazione è in guerra. I dati della crisi sono ben noti a tutti noi ed è una situazione figlia di avidità e irresponsabilità. Si apre una nuova era di responsabilità. Le sfide che dobbiamo affrontare sono reali, gravi e numerose.

Per la nostra economia servono decisioni coraggiose e rapide e siamo pronti a prenderle. Creeremo infrastrutture, ammoderneremo le reti elettriche e investiremo sulle energie alternative. Useremo le tnuove ecnologie, creeremo posti di lavoro. Gli Stati Uniti combatteranno lo spettro del surriscaldamento del pianeta e ridaranno alla scienza la sua giusta collocazione

Sappiate questo Americani, tutti i problemi saranno affrontati. Siamo qui oggi perchè abbiamo scelto la speranza sulla paura. Ci siamo riuniti per porre fine alle lamentele meschine e alla false promesse, alle recriminazioni e ai dogmi consumati che per troppo tempo hanno strangolato la nostra politica. Restiamo una nazione giovane. Ma è il momento di mettere da parte le cose infantili. Bisogna rimboccarsi le maniche per ricostruire l'America, perchè dovunque guardiamo c'è lavoro da fare. A partire da oggi dobbiamo rimetterci in moto per rifare l'America. Oggi io vi dico che le sfide che abbiamo dinanzi sono reali: che sono serie e che sono tante. Non le affronteremo facilmente nè in breve tempo. Ma sappiate questo: America, queste sfide le affronteremo.
Ci sono alcuni che mettono in dubbio la portata delle nostre ambizioni. Hanno la memoria corta, perchè hanno dimenticato ciò che ha già fatto questo Paese.

Per la sicurezza respingiamo la falsa alternativa tra ideali e sicurezza. I nostri padri hanno steso una carta con i diritti per tutti. L'America è una nazione per ciascun uomo, donna, bambino che cerchi un futuro di opportunità. Siamo pronti a guidare il mondo di nuovo.

Siamo più uniti di prima, più forti di prima per affrontare e battere il terrorismo. Ai terroristi dico: non durerete più a lungo di noi, vi sconfiggeremo. Al mondo musulmano: cerchiamo un modo per andare avanti basato sul rispetto reciproco e sul reciproco interesse. Ai leader che cercano di dare le colpe all'Occidente, sappiate che il vostro popolo vi giudicherà per quello che farete. Anche se mostrerete il pugno, noi vitenderemo la mano. Ai popoli delle nazioni povere: c'impegnamo a lavorare con voi per dar da mangiare a tutti. E alle altre nazioni che vivono a un alto livello di benessere diciamo che non possiamo più permetterci di vedere questa povertà. Il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con lui

Sessant'anni fa un nero non sarebbe stato servito in un bar. Oggi può pronunciare il discorso più solenne. Dio bendeica gli Stati Uniti d'America.

B.O.

19/01/09

YES...



Cosa può volere di più una granda azienda?
Uno slogan grandissimo ovviamente.

10/09/08

iDEATH?


Non penso che Steve abbia il tempo di morire.
Comunque... da buon melaiolo: LUNGA VITA A STEVE.

21/05/08

Si Ricomincia

dopo un po' di assenza.

07/01/08

SIATE OTTIMISTI.


Su un argomento del genere potrei scrivere righe e righe.
Visto comunque che normalmente sono sintetico (un po' per non annoiare un altro po' per indole) direi che basta e avanza la vignetta del fu Quino.

10/12/07

LOGO BRONTOLO


Melges 24
Varata nell’agosto 2006
Numero velico ITA-667

28/11/07

MASSIMA DEL GIORNO


La guerra non stabilisce chi ha ragione
ma solo chi sopravvive


Bertrand Russell

26/11/07

DALAI LAMA CHI?



INVITARLO O NON INVITARLO... questo è il problema.
Suggerisco al governo italiano di trovare una terza strada.

Esempio:
Si consiglia ai nostri cari presidenti (Napolitano e Prodi) di passeggiare tranquillamente e con indifferenza a una determinata ora (possibilmente non di punta) nei pressi via dei Fori imperiali.
Si dice al Dalai Lama di scendere dal bus a una fermata vicino ai Fori alla stessa determinata ora.
Gli si dice al Dalai Lama di chiedere informazione su dove è possibile trovare le istituzioni italiane a due tipi che passeggiano tranquillamente e con indifferenza.
Si consiglia ai presidenti di riconoscere il Dalai Lama solo dopo tre secondi, potranno così invitarlo tranquillamente a prendere un caffé al bar più vicino.

A questo punto la Cina non potrebbe contestare nulla alle istituzioni italiane.
Non si tratterebbe infatti di un invito ufficiale.

Conclusione: BUFFONI

15/11/07

Il tango degli intolleranti

A proposito del clima di intolleranza che stiamo respirando il questo periodo un pò in tutto il "nostro territorio" riporto una mia vecchia canzone.
Un tango per l'esattezza, un ballo nato nei sobborghi di Buenos Aires che rappresentava una sorta di linguaggio comune della gente della città ai tempi composta da immigrati di ogni provenienza (anche italiana) che abitavano fianco a fianco nei conventillos, nei cui cortili le note e i passi univano le persone.

... questa è un’altra storia.

Il gobbo continua a gridare “Sbandiamo!”
mentre lo storpio fa il verso al monco
e il sordo comprende tutt’altra frase
dal doppio muoversi delle labbra di un balbuziente
a cui non frega niente di niente.
Il balbuziente scioglie la lingua per gridare
mentre… Sandra cammina sui viali spenti
del porto ed ha mille pensieri in testa.
Le lucciole consolano
mentre il carro dei benpensanti si asciuga
e i ragazzi in moto chiedono
il consenso gratuito per una lezione.

E’ il tango degli intolleranti all’intolleranza
E questo è il tango dell’intolleranza agli intolleranti

Il capo fa cenno di non fermarsi
mentre io a terra esangue
lo ammiro ed intanto continuo ad odiarlo,
io grande intollerante.
Ma a me non frega niente di niente,
pesta più forte per spezzare
mentre... Sandra già stanca si appoggia al banco
e chiede al suo turno del vino decente.
Ringhiando i maschi sbirciano
tra sottane gran tacchi e seni rifatti.
Le donne in tiro ridono
col consenso meschino dei cavalieri,
ma questa è un’altra storia.

E’ il tango degli intolleranti all’intolleranza
E questo è il tango dell’intolleranza agli intolleranti

08/11/07

AYA TAKANO


In mostra alla fondazione J.Mirò a Barcellona
link

07/11/07

DETTO DEL GIORNO


Quando il saggio indica il nuovo mondo, lo stolto parte per l'america.
Pedro

30/10/07

PD pop(olare)


Per chi, un po' come me, non riesce proprio a immaginarsi Veltroni con giacca di pelle e capelli lunghi, corre in aiuto il fotoritocco.

Ebbene si. accanto a canzoni classiche appartenenti a Rino, Ivano e Roberto vengono inserite anche quelle dei Ramones e degli Arcade Fire passando per Jov... scusate Lorenzo. Dove?

Alla Costituente del neonato PD, ovviamente.

Io personalmente aggiungerei Changes di David.
Pedro

26/10/07

VOLEVO UNA CAPANNA PICCOLINA A MILANO


... con vasche, pesciolini e tanti fiori e un tulipano,
e tutti gli ingegneri che passavano di là
dicevano: "Che strano ma non siamo in Saint Paul de Vence"!

Sto cercando casa a Milano dove andare ad abitare con Ele.
Il problema, oltre ovviamente ai prezzi folli, è la vivibilità.
Non sono il primo e neanche sarò l'ultimo a dire che non si può vivere in dei casermoni come quelli che hanno costruito a Milano.
Caratteristica principale: isolano.
Non sto parlando nè di climatizzazione nè di acustica, sto parlando di vita, la nostra vita. niente piazze niente punti di ritrovo. televisione programmi inutili. satellite. dvd. niente socializzazione.

Conosciamo tutti le ultime novità in campo cinematografico, musicale ed editoriale, inseguiamo le nuove tendenze e gli ultimi ritrovati tecnologici.
Ma non comunichiamo più. Forse anche all'interno della coppia ma questo è un altro discorso.

Ma ora torniamo a lavorare.

22/10/07

“Caro Beppe, due settimane fa, ad Annozero, avevo evocato Licio Gelli e il Piano di rinascita della P2 e me ne hanno dette di tutti i colori.
In realtà, ero stato troppo ottimista. Ormai siamo oltre Gelli, oltre la P2. Siamo al golpe politico-giudiziario.
Per una volta, inseguire gli aspetti tecnico-giuridici della decisione del Procuratore generale di Catanzaro di strappare di mano l’inchiesta “Why Not” su Prodi, Mastella & C. al titolare, cioè al pm Luigi De Magistris, è inutile e fuorviante. Meglio andare subito alla sostanza, che è questa: il magistrato che aveva raccolto elementi sufficienti per indagare Mastella per abuso, truffa e finanziamento illecito, cioè riteneva di aver trovato i soldi, non potrà portare a termine la sua indagine, ormai in dirittura d’arrivo. Il fascicolo passerà a un altro magistrato, che impiegherà mesi per studiarsi tutti gli atti. E, se non vorrà fare la fine di De Magistris - attaccato da destra e da sinistra, difeso da nessuno, ispezionato per mesi e mesi, trascinato dinanzi al Csm, proposto per il trasferimento immediato e infine espropriato del suo lavoro - ascolterà l’amorevole consiglio che gli danno il governo e l’opposizione una volta tanto compatte: archiviare tutto, lasciar perdere, voltarsi dall’altra parte.
Checchè se ne dica, questa non è una questione privata fra De Magistris e Mastella. Questa è la soluzione finale dopo vent’anni di guerra della politica alla Giustizia. E’ il coronamento del sogno dei vari Gelli, Craxi e Berlusconi di fermare sul nascere le indagini sul potere. Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei pm è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo.
Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un pm apre un fascicolo sugli amici di un ministro, se ne chiede il trasferimento (del pm, non del ministro). Anche se la richiesta non sta in piedi, non importa: quando il magistrato arriverà al sodo, salendo di livello dagli amici del ministro al ministro stesso, il ministro sosterrà che il pm lo fa perché ce l’ha con lui. E, col gioco delle tre carte, riuscirà a convincere qualche alto magistrato a scambiare le cause con gli effetti e a scippare l’indagine al pm per “incompatibilità”. Come se fosse il pm ad avercela col ministro, e non il ministro ad avercela col pm. Si chiama “guerra preventiva”, e non l’ha neppure inventata Mastella. L’aveva già teorizzata Mao: “Colpirne uno per educarne cento”. Funziona.”

Marco Travaglio

Perché siamo cosi... italiani?
tutto il mondo ride di noi e i nostri cari (in senso monetario) politici tendono a curare solo esclusivamente il loro orticello.
il mondo va a rotoli e loro pensano a salvarsi il culo screditando altre persone.

Che De Magistris abbia sbagliato la strategia non ci sono dubbi.
dare in pasto ai giornali una notizia del genere vuol dire solamente voler mettersi in mostra, diventare un V.I.P.M. (Very Important Pubblico Ministero). Non aiuta le indagini.

Siamo alla medianicità obbligatoria e ricercata.
allora i miei miti diventano Corona (Mauro) e Terzani, coloro cioé che approfittano dell'improvviso successo del proprio stile di vita ma che conoscono i propri limiti, e se quei limiti diventano popolari e fanno audience... chissenefrega. anzi, aiutano a vivere meglio.
Mi fanno rabbia coloro che pretendono di diventare famosi dando in pasto la vita degli altri, quando invece dovrebbero mantenere riserbo su indagini basate solo su supposizioni o azioni ancora non confermate dai 3 gradi.

Pedro

19/10/07




ESTRATTO DAL BLOG DI GRILLO.

Concordo in pieno.